PER LO SPIRITO

LA PREGHIERA
1) Che cos'è la preghiera?
a) Invocazione - Atti 7:59.
b) Confessione - Salmo 32:5.
c) Ringraziamento -I° Corinzi 14:16.
4) Adorazione -Salmo 95:6.
e) Richiesta - Luca 11:1.
La preghiera non è soltanto richiesta come credono molti cristiani ma è relazione con Dio nel senso più profondo e più intimo. I figlioli non parlano con i genitori soltanto per chiedere e quindi i credenti non si devono presentare al Padre esclusivamente con la nota dei propri bisogni.

2) Quale posizione fisica è richiesta per la preghiera?

a) In ginocchio -Luca 22:41; Atti 20:36.
b) In piedi -I Re 8:22; Marco 11:25.
c) Prostrati -Matteo 26:39; Numeri 16:22.
d) Seduti -2° Samuele. 7:18; Atti 2:4.
e) A mani alzate -Salmo 28:2; Lamentazioni 2:18; I° Timoteo 2:8.
f) A letto -2 Re 20:2,3.


Coloro che vogliono stabilire una regola rigorosamente rigida cadono nella condanna delle Scritture. Si può pregare nei più diversi modi, perchè quello che ha realmente valore davanti a Dio è l'attitudine interiore del credente, mentre molte volte la manifestazione esteriore è in aperto contrasto con i sentimenti del cuore. Concludo che anche in ciò la norma migliore è data dalla guida dello Spirito.

3) Dove sì deve o si può pregare?

a) Nel segreto -Matteo 6:6.
b) Nel luogo ove ci troviamo -Giona 2:2.
e) In pubblico -Atti 1:13; 4:23.
d) In casa -I° Pietro 3:7.
e) In chiesa -I° Corinzi 14:14.
f) Ove lavoriamo - Neemia 2:4
g) Ovunque -Atti 21:5; I° Timoteo 2:8.

4) Quando si deve pregare?

a) Sempre -I° Tessalonicesi 5:17; I° Timoteo 5:5.
b) Quando siamo in distretta -Giacomo 5:13.
c) Quando siamo ammalati -Isaia 38:2, 3.
La preghiera non ha un luogo, come la vita non ha un luogo; se ovunque possiamo e dobbiamo vivere, ovunque possiamo e dobbiamo pregare.

d) Quando siamo radunati insieme -I Cor.14:15.
e) Quando dobbiamo iniziare un'attività cristiana -Atti 13:3.
f) Quando dobbiamo iniziare una nuova giornata -Salmo 5:4.
g) Quando ci mettiamo in viaggio -Esdra 8:21.
h) Quando dobbiamo chiedere a Dio le cose promesseci -Giovanni 15:16.
La preghiera deve essere veramente il respiro dell'anima, cioè deve essere ininterrotta, ma questo non esclude che possa essere intensificata quando circostanze particolari l'impongono.

5) Quali sono le condizioni spirituali richieste dalla preghiera?

a) Pregare col cuore -I° Samuele 1:12.
b) Con fede -Marco 11:24.
c) Con spirito di perdono -Marco 11:25.
d) Con perseveranza -Luca 11:5; 18:1-7.
e) Con forza -Salmo 55:16; Atti 4:24.
i) In ubbidienza -I° Giovanni 3:22.
g) Nel nome di Gesù -Giovanni 14:13.
h) Dimorando in Gesù -Giovanni 15:7.
i) Chiedendo in armonia alla volontà di Dio -I° Giovanni 5:14; Matteo 26:39.
l) Pregando nello Spirito -Romani 8:26.
Queste condizioni devono essere ricercate mentre si esercita il ministero della preghiera; esse rappresentano la meta perfetta e quindi può darsi che dobbiamo pregare per raggiungere queste condizioni, cioè dobbiamo pregare pur non possedendo « tutte » queste condizioni. Alcune, naturalmente, sono essenziali.

Una vita vittoriosa nella preghiera

Il libro degli Atti documenta in maniera incontrovertibile l'importanza che veniva data alla preghiera nel periodo apostolico. Lo Spirito Santo, nel guidare Luca, ha voluto sottolineare questa circostanza affinchè non sparisse nell'esigenza della cronaca. Non doveva passare inosservato il fatto, ricco d'insegnamento, che potenza, sapienza, decisione sono derivate alla chiesa dei primi giorni dalla pratica fedele della preghiera.
Nei primi 16 capitoli degli Atti e in ogni capitolo la preghiera viene menzionata regolarmente; è interessante osservare questi 16 capitoli in ordine cronologico:
Cap. 1, v. 4: Gesù esorta i discepoli ad « aspettare ». La preghiera come aspettativa cristiana.
v. 14: La prima comunità in preghiera. La preghiera come comunione fraterna.
Cap. 2, v. 1: La comunità unita nel pari consentimento. La preghiera come legame di fede.
v. 24: Una decisione affidata alla preghiera. La preghiera come soluzione di un problema.
v. 42: I quattro fondamenti comunitari. La preghiera come potenza cristiana.
Cap. 3, v. 1: Pietro e Giovanni salgono al Tempio. La preghiera come pratica devozionale.
Cap. 4, v. 24: La comunità si prepara alla persecuzione. La preghiera come arma di lotta.
Cap. 5, v. 12: La comunità nel Tempio. La preghiera come atto di culto.
Cap. 6, v. 4:1 ministri in preghiera. La preghiera come alimento per il servizio.
Cap. 7, v. 59, 60: Stefano prega prima di morire. La preghiera come intercessione.
Cap. 8, v. 15: Gli apostoli pregano per lo Spirito Santo. La preghiera come mezzo di acquisto delle promesse divine.
Cap. 9, v. 11: Saulo prega. La preghiera come preparazione per i piani di Dio.
Cap. 9, v. 40: Pietro prega per Tabita. La preghiera come manifestazione di potenza soprannaturale.
Cap. 10, v. 2, 4: La vita di Cornelio. La preghiera come mezzo per avvicinarsi a Dio.
v. 9: Pietro prega in loppe. La preghiera come mezzo per incontrarsi con Dio.
Cap. 11, v. 5: La visione di Pietro. La preghiera come possibilità di penetrare nelle realtà spirituali.
Cap. 12, v. 5: La preghiera della chiesa per Pietro. La preghiera come manifestazione di amore.
v12: La chiesa prega. La preghiera come veglia di fede.
Cap. 13, v. 3: Il commiato dei missionari d'Antiochia. La preghiera come preparazione al servizio.
Cap. 14, v. 23: L'elezione dei vescovi. La preghiera come mezzo di ordinazione ecclesiastica.
Cap. 15, v. 40: Paolo e Sua in viaggio. La preghiera come mezzo d'acquisto di grazie divine.
Cap. 16, v. 16: L'incontro con la fanticella. La preghiera come inizio di attività evangelistica.
In questo schema cronologico sono citati quei passi nei quali la preghiera è menzionata in maniera esplicita. Questi medesimi capitoli perÒ ci parlano piÙ largamente ancora della preghiera in forma implicita. Lo studio di queste sacre pagine ci fa vedere chiaramente che la chiesa apostolica doveva la prosperità spirituale alla solidità dei fondamenti e primo fra questi, quello della preghiera.
La preghiera nelle sue piÙ profonde manifestazioni. L’esercizio della preghiera permette al credente di compiere esperienze spirituali sempre piÙ profonde e le esperienze spirituali sviluppano il ministerio della preghiera. Attraverso il progresso di questo meraviglioso ministerio si possono assumere attitudini sempre piÙ decise e quindi conseguire risultati sempre piÙ evidenti. Questo breve studio elenca alcune di queste attitudini che possono essere definite di sana e virili spiritualità e quindi alcuni dei risultati che possono conseguire.

1) Attitudini nella preghiera.

a) Perseveranza assoluta -Luca 18:1.
b) Vegliando in preghiera -Luca 6:12.
c) Combattendo in preghiera -Romani 15:30.
d) Pregando nella mortificazione e nel digiuno -I Corinzi 7:5 .
e) Lacrimando in preghiera -Ebrei 5:7.
f) Preghiera nell’unità della fede -Atti 1:14.

2) Risultati della preghiera.

a) I cieli che si aprono -Luca 3:21.
b) Il volto che si trasforma -Luca 9:29.
c) La voce che si ode - Giovanni 12:28; Apocalisse 1:10.
d) Le porte che si aprono -Atti 12:12.
e) Gli spiriti che fuggono -Matteo 17:21.
f) I ministri che vengono inviati da Dio -Filemone 1:22.
g) I morti che risorgono -Giovanni 11:41.
h) I malati che guariscono -Giacomo 5:15.
i) I retrogradi che ritornano -I Giovanni 5:16.
l) Le porte dell'Evangelo che si aprono -Colossesi 4:2.




La preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. E', infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l'anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno. Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino, come da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi per tutta la vita, se a questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro tempo. La preghiera è luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima, elevata per mezzo suo in alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l'anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile. La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole. Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa l'Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr. Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l'anima; chi l'ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima. Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza.

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