UN PIZZICO DI SALE


Il Muro 

Foto:capanna

In un deserto aspro e roccioso vivevano due eremiti. Avevano trovato due grotte che si spalancavano vicine, una di fronte all'altra.
Dopo anni di preghiere e feroci mortificazioni, uno dei due eremiti era convinto di essere arrivato alla perfezione.
L'altro era un uomo altrettanto pio, ma anche buono e indulgente. Si fermava a conversare con i rari pellegrini, confortava e ospitava coloro che si erano persi e coloro che fuggivano.
"Tutto tempo sottratto alla meditazione e alla preghiera" pensava il primo eremita. Che disapprovava le frequenti, anche se minuscole, mancanze dell'altro.
Per fargli capire in modo visibile quanto fosse ancora lontano dalla santità, decise di posare una pietra all'imboccatura della propria grotta ogni volta che l'altro commetteva una colpa.
Dopo qualche mese davanti alla grotta c'era un muro di pietre grigio e soffocante. E lui era murato dentro.

Talvolta intorno al cuore costruiamo dei muri, con le piccole pietre quotidiane dei risentimenti, le ripicche, i silenzi, le questioni irrisolte, le imbronciature.
Il nostro compito più importante è impedire che si formino muri intorno al nostro cuore. E soprattutto cercare di non diventare "una pietra in più nei muri degli altri".


Io credo nei miracoli perché credo in Cristo

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  - Qualche tempo fa qualcuno mi ha chiesto se credevo nei  miracoli. Ricordo di aver risposto dopo una breve esitazione che sì, credevo nei miracoli. Poi mi sono chiesta il perché di quella esitazione e mi sono data una spiegazione.


In un paese che ancora costruisce santuari intorno a statuette di madonne che piangono, in un paese in cui un santone ciarlatano riesce a stuprare donne e bambine e riunire intorno a sé 3000, dico 3000 adepti, in un paese che crea santi dall’oggi al domani sulla base di guarigioni miracolose, o supposte tali, bisogna veramente fare uno sforzo per mettersi d’accordo sul significato delle parole.
Sì, credo nei miracoli. E credo nei miracoli perché credo in Cristo. In questi giorni facciamo memoria del più grande dei miracoli. Il miracolo dell’amore che ha la meglio sull’odio e sulla violenza, il miracolo del perdono che è offerto dal condannato sul patibolo al boia intento a torturarlo, il miracolo di una tomba sigillata che apre le sue porte alla luce della vita, il miracolo di un gruppo di donne in lacrime e uomini
spaventati che affronta l’ostilità del mondo con la sola forza di un annuncio: Cristo è risorto!
Sì, io credo nei miracoli perché credo in Cristo preso a calci da un mondo ostile e bugiardo e restituito alla vita da un Dio giusto, ostinato nel suo desiderio di comunione. Credo nei miracoli perché ho visto risplendere una luce di grazia negli occhi di un uomo corroso dal male ma trasformato in un figlio di Dio,
perché ho udito dalla bocca di una persona che aveva appena scoperto di avere un cancro di non preoccuparmi perché se anche quello era il momento che preludeva alla sua morte sapeva di potersi abbandonare con fiducia alle braccia di Dio. Credo nei miracoli perché ho ascoltato la preghiera di una madre che accoglieva il Signore nella sua vita DOPO AVER PERSO LA PROPRIA UNICA FIGLIA  ,  in quel momento ho capito che faceva sul serio.
Certo che credo nei miracoli. Perché credo in Cristo.
E se oggi anche le parole più importanti come amore, come speranza, come futuro sono sequestrate e rese vuote dalla propaganda, noi sappiamo che per poterle capire possiamo tornare a Cristo. Lui è venuto al mondo per essere testimone di verità, se torniamo a Lui saremo riscattati dalle bugie, dalla
confusione, dalla manipolazione. E capiremo quello che essenziale e che nessuno può toglierci.
E avremo un compito per cui vale la pena vivere e anche morire: annunciare al mondo che Cristo, la Via, la Verità e la Vita, è morto per i nostri peccati ma è anche risorto. Perché ci ama ed è geloso della nostra libertà. E questo ci basta.