COME ACCOSTARSI AL SIGNORE


Voi che entrate nella sua casa

Geremia 7
Geremia, profeta del Signore, riceve dal Signore un incarico nei confronti del suo popolo; il Signore lo invita e lo sostiene per parlare con forza e dire alla sua gente ciò che lui non avrebbe umanamente il coraggio di dire; occorre una grande forza per parlare al popolo di Dio di ogni tempo, perché mentre è facile ammaestrare i neofiti, duro e arduo è il compito di chi deve correggere le storture di coloro che sono cresciuti male e sono divenuti strani alla parola del Signore.


Il Signore disse a Geremia: "Fermati alla porta delle casa del Signore e la proclama questa parola".



Occorreva correggere una condotta prima che entrassero nella casa del Signore, perché tutto comincia fuori del suo tempio e se riceviamo ammaestramento in segreto, quando ci accosteremo nella casa del Signore, allora ci sarà timore di Dio e riverenza verso di Lui, ma se non riceviamo ammaestramento di fuori, quello che ascolteremo di dentro non ci sarà di alcun aiuto, perché quando avremo fatto il nostro "dovere", ci riterremo soddisfatti e non giudicabili.
Ricordiamo a tal proposito che Gesù ebbe a dire che nessuno andava da Lui se prima non era stato preparato da suo Padre; è necessario ricevere un ammaestramento per desiderare di comparire davanti al Signore col cuore grato, perché la casa del Signore è una casa di adorazione e non il posto dove passare un poco di tempo.


Quindi il Signore disse a Geremia: "Fermati alla porta della casa del Signore.....", mettiti di traverso e crea le condizioni perché ti ascoltino e non dicano che non sapevano.


La parola del profeta non è indirizzata a chiunque ma ad un popolo che già è santo, ovvero appartato per il Signore, perché tale è il significato di santo. Ora essere appartati per il Signore non significa essere perfetti ma perfettibili, quindi chiunque entri nella casa del Signore è perfezionabile, sempre; chi si addormenta sugli allori dicendo che già è santo, non sa che cosa va dicendo.


Ecco le parole del Signore: "Ascoltate la parola del Signore, voi tutti uomini di Giuda che entrate per queste porte per prostrarvi all'Eterno."



Uomini di Giuda - Giuda significa - colui che loda, dunque voi che lodate il Signore, ascoltate.
Spesso il Signore ha dovuto richiamare il suo popolo per far loro conoscere il declino in cui si trovavano, declino conseguenza di leggerezza, di superficialità nel servire il Signore. La superficialità è un male comune a tutti gli uomini, ma Iddio vuole che il suo popolo sia santo e quindi che impari ad aver con Lui un rapporto d'amore profondo.


"Emendate le vostre vie e le vostre opere e io vi farò abitare in questo luogo." Il Signore conosceva il cuore della sua gente e sapeva dei loro segreti ben celati da una untuosa religiosità, e quindi ricorda loro che i loro sentieri, cioè la loro conduzione non era quella di uomini diritti davanti al Signore, anche se forse poteva essere diritta la loro via secondo il visibile.


"Non ponete la vostra fiducia in parole ingannevoli, dicendo: "Questo è il Tempio del signore, il Tempio del Signore, il Tempio del Signore."


 Parole ingannevoli, cioè ingannavano se stessi ripetendo nel loro cuore che comunque essi si trovavano nel Tempio del Signore e quindi erano salvi anche se si portavano in malo modo nel cospetto di Dio.
Il Tempio era per loro come un riparo, una giustificazione, un'ancora di salvezza; poco importava loro di ciò che succedeva attorno, loro erano popolo di Dio secondo la promessa e quindi potevano fare ciò che volevano, tanto sarebbero stati salvati lo stesso.
Molti avendo lasciato la primiera carità, si sono lasciati trascinare in conduzioni che non piacciono al Signore.


 "Io conosco le opere tue, e la tua fatica, e la tua sofferenza, e che tu non puoi sopportare i malvagi; ed hai provati coloro che si dicono essere apostoli, e non lo sono; e li hai trovati bugiardi; ed hai portato il carico, ed hai sofferenza, ed hai faticato per il mio nome, e non ti sei stancato. Ma io ho contro a te che tu hai lasciata il tuo primiero amore. Ricordati dunque onde tu sei scaduto, e ravvediti, e fai le primiere opere; se no, tosto verrò a te, e rimuoverò il tuo candeliere dal suo luogo, se tu non ti ravvedi." Apocalisse 2/4
Ricordati dunque da dove sei scaduto e ravvediti....., così dice il Signore all'angelo delle chiesa di Efeso; nonostante dunque l'elogio alla fatica, alla sofferenza e la dottrina, pure qualcosa su cui si era sorvolato, aveva inquinato il rapporto col Signore, tanto che fu invitato a ravvedersi.
E' una analisi che da soli non possiamo fare senza il suo aiuto, perché sovente non ci accorgiamo della nostra condotta interiore, intenti come siamo a curare l'aspetto esteriore della nostra vita.



In Isaia 58 il Signore dice che il suo popolo si accostava a Lui come gente che pratica la giustizia e non abbia abbandonata la Legge dell'Iddio suo, e ciò chiedendoGli dei giudizi giusti e desiderando avvicinarsi al Signore.
In Malachia il Signore evidenzia lo stato di insofferenza verso di Lui e tutto ciò che gli appartiene, quando facendo la sua arringa, essi gli rispondono: "quando noi abbiamo fatto questo......?" Sembra udire la voce di coloro che si presenteranno davanti al Signore quel giorno dicendo: "Quando ti abbiamo veduto avere fame? Quando ti abbiamo veduto avere sete?......"e Lui risponderà dicendo: "Quando non l'avete fatto ad uno di questi miei minimi, non l'avete fatto a me." Mat. 25/40



Una sorta di giustificazione pervade la vita di chi camminando nelle vie del Signore crede di poter vivere secondo le sue vie e secondo i suoi pensieri, fino a fargli dire "quando Signore?"



Emendate le vostre vie, cioè riconoscete dove siete venuti meno, fate analisi della vostra condotta e ravvedetevi; lo stesso vale per le opere che sono conseguenza di vie e comportamenti non in armonia col Signore. (Isaia 58 - meditazione)
Come sua consuetudine, il Signore pone davanti al suo popolo una promessa legata alla osservanza della sua legge e dice:


 "se emendate del tutto le vostre vie e le vostre opere, se praticate veramente la giustizia gli uni verso gli altri, se non opprimete lo straniero, l'orfano e la vedova, se non spargete sangue innocente in questo luogo e non andate dietro ad altri dii a vostro danno........".





E' necessario meditare sulle parole sopra descritte, perché non è sempre facile trovare la verità di Dio, mentre è facile evidenziare la nostra giustizia.
La prima cosa da considerare è che il Signore pone l'accento sul possibile parziale ravvedimento affinché non venga scambiato come completo, infatti dice: "se del tutto emendate le vostre vie.....";poi aggiunge: "se praticate veramente la giustizia gli uni verso gli altri....." poi aggiunge: "se non opprimete lo straniero.....", e qui si potrebbe aprire un capitolo circa l'opprimere lo straniero, ma basti leggere per avere una sintesi, Fatti 15/19 dove dice: "Per la qual cosa io giudico che non si dia molestia a coloro che fra i Gentili si convertono a Dio. " cfr. Mat.11/30 e Gal. 2/14



poi aggiunge ancora: "se non opprimete l'orfano e la vedova" L'orfano e la vedova rappresentano per noi categorie di creature deboli e indifese di cui, proprio perché deboli si tende ad assoggettare, a tenere come servi. poi aggiunge ancora: "se non spargete sangue innocente in questo luogo..." Nella casa del Signore può essere sparso sangue innocente? Ebbene, stando a ciò che dice il Signore, pare che ciò sia possibile, sta a noi di capire come ciò sia possibile. Per comprendere dovremmo fare un lungo percorso, ma ci dobbiamo accontentare di alcuni cenni, perché a buon intenditore, basta poco.



L'apostolo Giacomo è eloquente intorno a questo argomento, trattando del comportamento da tenersi nella casa del Signore e nei rapporti reciproci. infine dice: "e non andate dietro ad altri dii a vostro danno........". Voi che entrate per queste porte, siete invitati a non andare dietro ad altri dii a vostro danno, dice il Signore; ci domandiamo come ciò sia possibile e soprattutto perché mai ciò avviene.


Potremmo dare solo uno sguardo a ciò che è successo ai piedi del Sinai, quando il popolo stanco di aspettare Mosè che era salito al Signore per ricevere la Legge, disse ad Aaronne: "Levati, facci degl'iddii che vadano davanti a noi; perchè, quant'è a quell'uomo Mosè, che ci ha condotti fuor del paese di Egitto, noi non sappiamo che ne sia stato." Perché fecero questo? Non aveva il Signore provveduto loro da mangiare e da bere? Non li aveva il Signore liberati dal Faraone? Non erano passati per il mare e all'asciutto? E pure fecero come se nulla fosse stato, ma lo scrittore agli Ebrei sintetizza le cause dicendo al cap. 4/2: "ma la parola della predicazione non giovò loro nulla, non essendo incorporata per la fede in coloro che l'avevano udita."
Il miracolo non cambia il cuore dell'uomo, ma solo la fede può farlo, quella vera che vede l'uomo abbandonarsi nelle mani del Signore.



Il Signore continua dicendo: "Rubando, uccidendo, commettendo adulterio, e giurando falsamente, e facendo profumi a Baal, e andando dietro ad altri dii, i quali voi non avete conosciuti; verreste voi pure ancora, e vi presentereste nel mio cospetto in questa Casa, che si chiama del mio Nome, e direste: Noi siamo stati liberati per far tutte queste cose abbominevoli?"





Anche Paolo, scrivendo ai Romani 1/21 e seg. evidenzia questo stato di malessere in coloro che essendosi una volta convertiti, non hanno però smesso le cose del passato. Nel capitolo secondo e terzo, l'apostolo entra nel vivo di ciò che stiamo scrivendo e bene sarebbe leggere tutto. Poi, dice il Signore, venite a presentarvi davanti a me in questo tempio su cui è invocato il mio Nome e dite: Siamo salvi! Per poi compiere tutte queste abominazioni.
Infine e chiudiamo questa meditazione: "Questo tempio su cui è invocato il mio nome è forse divenuto una spelonca di ladroni? Ecco, dice il Signore, questo ho veduto." Il pensiero corre al momento in cui Gesù caccia via dal tempio i commercianti, dicendo: "La casa del Padre mio è una casa di adorazione, ma voi l'avete fatta una spelonca di ladroni." Questo Iddio aveva veduto e questo purtroppo era successo, tanto che venne il giorno in cui quella casa che era stata dapprima dedicata al Signore, Gesù la declassò dicendo: "La vostra casa vi sarà lasciata deserta fino a tanto che non direte:"Benedetto Colui che viene nel Nome del Signore". Luca 13/35


Così fu e così finisce spesso la dove si comincia per lo Spirito e si cerca la perfezione a mezzo di regole carnali, cioè non dettate dallo Spirito Santo. Galati 3/1