che sente nel proprio intimo il desiderio di mettersi alla presenza di Dio
e di Parlare con Lui.
La preghiera per eccellenza " Padre nostro" che Gesù ci ha insegnato,
fa riflettere su una realtà bella e misteriosa allo stesso tempo,
cioè che "Dio è nostro Padre".
Questo significa che a Lui devono essere indirizzate le nostre richieste,
anche quelle che ci sembrano irrealizzabili, poiché Dio
ha conosciuto la realtà umana, con le sue povertà, le sue sofferenze
e le sue ingiustizie, venendo a vivere in mezzo a noi.
Chi meglio di Lui dunque potrebbe comprenderci !
Nell’epoca odierna falsi evangelizzatori offuscano la Parola del Vangelo con parole umane che propendono a sminuire l’importanza della preghiera. Di conseguenza molti, pur ritenendosi dei buoni cristiani, hanno abbandonato questa stupenda pratica, sostituendola con un piccolo pensiero da rivolgere a Dio o, al massimo, con un Padre Nostro e nulla più. Una parola energica potrebbe farli tornare a Dio, invece i falsi profeti assicurano che va bene così, perché il lavoro è già pregare, la famiglia è più che pregare. Parole che implicitamente dicono: Dio può attendere.
Così ci ritroviamo a vivere senza l’ausilio della preghiera e con la coscienza intorpidita: è pur vero che rimane l’incontro domenicale con il Signore, ma non basta per combattere i molteplici attacchi che sopraggiungono da questa società.
Il fatto è che senza la preghiera vengono a mancare improvvisamente sia la determinazione, sia la vigilanza e per questo si accettano compromessi con la coscienza; ecco allora arrestarsi il cammino che conduceva a Dio.
Si entra gradatamente in una fase spirituale molto pericolosa; nella quale non si può indugiare a lungo, altrimenti le rapide della vita possono travolgerci e portarci altrove.
Altro pericolo è non accorgersi del cambiamento avvenuto e persistere con il pensiero allo stato precedente, dove eravamo dei buoni cristiani. Un’analogia può essere fatta con un barbone che pur essendo decaduto, si considera ancora un ricco signore. In effetti, renderci consapevoli della nuova realtà potrebbe fermare lo sperpero dei tesori spirituali raggiunti e impedirci di toccare il fondo.
Per l’anima la preghiera è dunque un elemento molto importante paragonabile alla fiamma che alimenta il fuoco e, come non può esserci incendio senza una fiamma che lo alimenti, così non può sussistere l’amore verso Dio senza la preghiera.
La preghiera non è una formula magica da recitare in stato di necessità, nel bisogno, nella paura, nella malattia, nel tormento e poi, risolto il problema, dimenticarsi di Dio. Saremmo solo dei malvagi.
Molti hanno dimenticato cos’è la preghiera e a quali benefici apporta: si può disgiungere dall’amore umano la parola? Senza la parola non si possono far conoscere all’amato le proprie emozioni, condividere le gioie, le pene e trasferire con questo mezzo il sentimento. Non è certamente l’unico, ve ne sono altri quali l’espressione del viso, il sorriso, il cuore, ma la parola è determinante.
Se la parola è importante per l’amore umano, ancor più è la preghiera che veicola l’amore e unisce a Dio. In essa c’è il suo respiro d’amore e, di più, il modo per condividere con Dio tutto ciò che si desidera. Non esiste altro modo per comunicare con Lui anche se alcuni affermano: "Dio tutto vede ed è inutile dirgli quello che già sa".
Nell’amore umano noi continuiamo ad esternare alla persona amata i nostri sentimenti anche se lei li conosce già, perché l’amore richiede condivisione e unione. Del resto, è naturale ricorrere nelle necessità alla persona amata e lo stesso Gesù ci indica attraverso i Vangeli questa via. Lo ritroviamo orare prima d’ogni evento importante, come nell’orto degli ulivi quando, preso dalla paura e dall’angoscia, supplica il Padre. Dice anche agli Apostoli: "Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Mc 14,38). Altrove: "Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere..." (Lc 21,36). Assicura: "e tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete" (Mt 21,22).
La preghiera è dunque un’arma potente da utilizzare contro le debolezze e gli affanni della vita ed è necessaria per ottenere da Dio, comunicando con Lui, la salvezza e i mezzi necessari all’anima per pervenire alle virtù. Ecco perché chi prega ottiene mentre chi non prega si perde.
Il superbo che confida solo nella sua forza, non conoscendo la potenza della preghiera, tralascia di chiedere e cade; mentre l’umile, benché provato da tante tentazioni, resiste.
Sì, la preghiera è un sospiro d’amore, è un mezzo di sostegno e di salvezza, è un’espressione di gratitudine e di lode per un Dio così buono.
Alleluia. Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera (Sal 115, 1), sia questa la nostra certezza e potremo trovare nella preghiera un solido rifugio e l’amore di Dio.
Nell’epoca odierna falsi evangelizzatori offuscano la Parola del Vangelo con parole umane che propendono a sminuire l’importanza della preghiera. Di conseguenza molti, pur ritenendosi dei buoni cristiani, hanno abbandonato questa stupenda pratica, sostituendola con un piccolo pensiero da rivolgere a Dio o, al massimo, con un Padre Nostro e nulla più. Una parola energica potrebbe farli tornare a Dio, invece i falsi profeti assicurano che va bene così, perché il lavoro è già pregare, la famiglia è più che pregare. Parole che implicitamente dicono: Dio può attendere.
Così ci ritroviamo a vivere senza l’ausilio della preghiera e con la coscienza intorpidita: è pur vero che rimane l’incontro domenicale con il Signore, ma non basta per combattere i molteplici attacchi che sopraggiungono da questa società.
Il fatto è che senza la preghiera vengono a mancare improvvisamente sia la determinazione, sia la vigilanza e per questo si accettano compromessi con la coscienza; ecco allora arrestarsi il cammino che conduceva a Dio.
Si entra gradatamente in una fase spirituale molto pericolosa; nella quale non si può indugiare a lungo, altrimenti le rapide della vita possono travolgerci e portarci altrove.
Altro pericolo è non accorgersi del cambiamento avvenuto e persistere con il pensiero allo stato precedente, dove eravamo dei buoni cristiani. Un’analogia può essere fatta con un barbone che pur essendo decaduto, si considera ancora un ricco signore. In effetti, renderci consapevoli della nuova realtà potrebbe fermare lo sperpero dei tesori spirituali raggiunti e impedirci di toccare il fondo.
Per l’anima la preghiera è dunque un elemento molto importante paragonabile alla fiamma che alimenta il fuoco e, come non può esserci incendio senza una fiamma che lo alimenti, così non può sussistere l’amore verso Dio senza la preghiera.
La preghiera non è una formula magica da recitare in stato di necessità, nel bisogno, nella paura, nella malattia, nel tormento e poi, risolto il problema, dimenticarsi di Dio. Saremmo solo dei malvagi.
Molti hanno dimenticato cos’è la preghiera e a quali benefici apporta: si può disgiungere dall’amore umano la parola? Senza la parola non si possono far conoscere all’amato le proprie emozioni, condividere le gioie, le pene e trasferire con questo mezzo il sentimento. Non è certamente l’unico, ve ne sono altri quali l’espressione del viso, il sorriso, il cuore, ma la parola è determinante.
Se la parola è importante per l’amore umano, ancor più è la preghiera che veicola l’amore e unisce a Dio. In essa c’è il suo respiro d’amore e, di più, il modo per condividere con Dio tutto ciò che si desidera. Non esiste altro modo per comunicare con Lui anche se alcuni affermano: "Dio tutto vede ed è inutile dirgli quello che già sa".
Nell’amore umano noi continuiamo ad esternare alla persona amata i nostri sentimenti anche se lei li conosce già, perché l’amore richiede condivisione e unione. Del resto, è naturale ricorrere nelle necessità alla persona amata e lo stesso Gesù ci indica attraverso i Vangeli questa via. Lo ritroviamo orare prima d’ogni evento importante, come nell’orto degli ulivi quando, preso dalla paura e dall’angoscia, supplica il Padre. Dice anche agli Apostoli: "Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Mc 14,38). Altrove: "Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere..." (Lc 21,36). Assicura: "e tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete" (Mt 21,22).
La preghiera è dunque un’arma potente da utilizzare contro le debolezze e gli affanni della vita ed è necessaria per ottenere da Dio, comunicando con Lui, la salvezza e i mezzi necessari all’anima per pervenire alle virtù. Ecco perché chi prega ottiene mentre chi non prega si perde.
Il superbo che confida solo nella sua forza, non conoscendo la potenza della preghiera, tralascia di chiedere e cade; mentre l’umile, benché provato da tante tentazioni, resiste.
Sì, la preghiera è un sospiro d’amore, è un mezzo di sostegno e di salvezza, è un’espressione di gratitudine e di lode per un Dio così buono.
Alleluia. Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera (Sal 115, 1), sia questa la nostra certezza e potremo trovare nella preghiera un solido rifugio e l’amore di Dio.
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