lunedì 11 aprile 2011


LA PREGHIERA E' IL RESPIRO DELL'ANIMA



Carissimi amici questo blog nasce da  gente semplice come noi,
che sente nel proprio intimo il desiderio di mettersi alla presenza di Dio
e di Parlare con Lui.
La preghiera per eccellenza " Padre nostro" che Gesù ci ha insegnato,
fa riflettere su una realtà bella e misteriosa allo stesso tempo,
cioè che "Dio è nostro Padre".
Questo significa che a Lui devono essere indirizzate le nostre richieste,
anche quelle che ci sembrano irrealizzabili, poiché Dio
ha conosciuto la realtà umana, con le sue povertà, le sue sofferenze
e le sue ingiustizie, venendo a vivere in mezzo a noi.
Chi meglio di Lui dunque potrebbe comprenderci ! 


Nell’epoca odierna falsi evangelizzatori offuscano la Parola del Vangelo con parole umane che propendono a sminuire l’importanza della preghiera. Di conseguenza molti, pur ritenendosi dei buoni cristiani, hanno abbandonato questa stupenda pratica, sostituendola con un piccolo pensiero da rivolgere a Dio o, al massimo, con un Padre Nostro e nulla più. Una parola energica potrebbe farli tornare a Dio, invece i falsi profeti assicurano che va bene così, perché il lavoro è già pregare, la famiglia è più che pregare. Parole che implicitamente dicono: Dio può attendere.

Così ci ritroviamo a vivere senza l’ausilio della preghiera e con la coscienza intorpidita: è pur vero che rimane l’incontro domenicale con il Signore, ma non basta per combattere i molteplici attacchi che sopraggiungono da questa società.

Il fatto è che senza la preghiera vengono a mancare improvvisamente sia la determinazione, sia la vigilanza e per questo si accettano compromessi con la coscienza; ecco allora arrestarsi il cammino che conduceva a Dio.

Si entra gradatamente in una fase spirituale molto pericolosa; nella quale non si può indugiare a lungo, altrimenti le rapide della vita possono travolgerci e portarci altrove.

Altro pericolo è non accorgersi del cambiamento avvenuto e persistere con il pensiero allo stato precedente, dove eravamo dei buoni cristiani. Un’analogia può essere fatta con un barbone che pur essendo decaduto, si considera ancora un ricco signore. In effetti, renderci consapevoli della nuova realtà potrebbe fermare lo sperpero dei tesori spirituali raggiunti e impedirci di toccare il fondo.

Per l’anima la preghiera è dunque un elemento molto importante paragonabile alla fiamma che alimenta il fuoco e, come non può esserci incendio senza una fiamma che lo alimenti, così non può sussistere l’amore verso Dio senza la preghiera.

La preghiera non è una formula magica da recitare in stato di necessità, nel bisogno, nella paura, nella malattia, nel tormento e poi, risolto il problema, dimenticarsi di Dio. Saremmo solo dei malvagi.

Molti hanno dimenticato cos’è la preghiera e a quali benefici apporta: si può disgiungere dall’amore umano la parola? Senza la parola non si possono far conoscere all’amato le proprie emozioni, condividere le gioie, le pene e trasferire con questo mezzo il sentimento. Non è certamente l’unico, ve ne sono altri quali l’espressione del viso, il sorriso, il cuore, ma la parola è determinante.

Se la parola è importante per l’amore umano, ancor più è la preghiera che veicola l’amore e unisce a Dio. In essa c’è il suo respiro d’amore e, di più, il modo per condividere con Dio tutto ciò che si desidera. Non esiste altro modo per comunicare con Lui anche se alcuni affermano: "Dio tutto vede ed è inutile dirgli quello che già sa".

Nell’amore umano noi continuiamo ad esternare alla persona amata i nostri sentimenti anche se lei li conosce già, perché l’amore richiede condivisione e unione. Del resto, è naturale ricorrere nelle necessità alla persona amata e lo stesso Gesù ci indica attraverso i Vangeli questa via. Lo ritroviamo orare prima d’ogni evento importante, come nell’orto degli ulivi quando, preso dalla paura e dall’angoscia, supplica il Padre. Dice anche agli Apostoli: "Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Mc 14,38). Altrove: "Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere..." (Lc 21,36). Assicura: "e tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete" (Mt 21,22).

La preghiera è dunque un’arma potente da utilizzare contro le debolezze e gli affanni della vita ed è necessaria per ottenere da Dio, comunicando con Lui, la salvezza e i mezzi necessari all’anima per pervenire alle virtù. Ecco perché chi prega ottiene mentre chi non prega si perde.

Il superbo che confida solo nella sua forza, non conoscendo la potenza della preghiera, tralascia di chiedere e cade; mentre l’umile, benché provato da tante tentazioni, resiste.

Sì, la preghiera è un sospiro d’amore, è un mezzo di sostegno e di salvezza, è un’espressione di gratitudine e di lode per un Dio così buono.

Alleluia. Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera (Sal 115, 1), sia questa la nostra certezza e potremo trovare nella preghiera un solido rifugio e l’amore di Dio.










           

La preghiera è uno strumento santificante.



Dio stesso l'ha posta come condizione essenziale per ottenere grazie, non perché Egli sia insensibile al male presente nel mondo, bensì perché perseverando nella preghiera l'uomo tende ad unirsi a Lui che è il Sommo Bene. Quale giovamento migliore di questo può aspirare un anima se non il congiungimento al proprio Creatore?




La preghiera, quella insegnataci da Gesù, è un sacrificio spirituale che ha cancellato quello del vecchio testamento. Leggiamo in Isaia 1, 11 e seguenti : "Che m`importa dei vostri sacrifici senza numero?"dice il Signore."Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di giovenchi; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco.




 Quando venite a presentarvi a me, chi richiede da voi che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili, l`incenso è un abominio per me; noviluni, sabati, assemblee sacre,non posso sopportare delitto e solennità. ". Quello che richiede il Signore è scritto nel vangelo di Giovanni 4, 23 e seguenti : "Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità".





Gesù Cristo non volle che la preghiera fosse strumento di male. Per questo essa sostiene i deboli, cura i malati, apre le porte del carcere, libera gli indemoniati, scioglie le catene degli innocenti, lava i peccati, respinge le tentazioni, allontana le persecuzioni, conforta i paurosi, guida i pellegrini, incoraggia i generosi, calma le tempeste, sostenta i poveri, ammorbidisce i cuori induriti, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti. Ma c'è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere e il valore dell'orazione, che il Signore stesso ha pregato.



Gesù stesso era un uomo di profonda e radicata preghiera. Nei vangeli esistono svariati episodi che lo colgono in preghiera o dove egli stesso esorta alla preghiera. È Gesù che ci ha lasciato la mirabile preghiera al Padre la principale preghiera della cristianità.
In Luca 3, 21-22 leggiamo : «Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto"». Prima di ricevere lo Spirito Santo Gesù stava in preghiera.



In Matteo 14, 22-23 si evince quanta forza Gesù trovasse nella preghiera. Dopo aver predicato ad una moltitudine di gente per tutta la giornata ed averla sfamata con la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci il brano ci dice : "Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull`altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù."
Nella stessa giornata nel miracolo della moltiplicazione l’evangelista Matteo nel Cap 14 dal ver. 16 al 19 ci dice «Ma Gesù rispose: "Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare". Gli risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci!". Ed egli disse: "Portatemeli qua". E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull`erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla».




 La benedizione di cui si parla in questo brano era la preghiera che si formulava prima del pasto.
Nel vangelo di Luca 5, 5 e seguenti Gesù ci ammaestra nella perseveranza nella preghiera. «Poi aggiunse(Gesù): "Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall`interno gli risponde: Non m`importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza"».





Nelle parole scritte in Matteo 21, 21-22 Gesù ci esorta ad domandare con fiducia senza titubanza con la vera fede dei figli di Dio. «Rispose Gesù: "In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete"».





Inoltre Gesù ci spinge ad una preghiera che elevi il nostro spirito al di sopra delle rivalità e debolezze umane "Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati". Dal vangelo di Marco 11, 25.





All’inizio della sua passione Gesù pregava intensamente come è scritto nel vangelo di Luca 22, 39 e seguenti : «Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: "Pregate, per non entrare in tentazione". Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà". Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all`angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: "Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione"».





Anche gli apostoli e la madre di Gesù pregavano intensamente. Da questo brano della bibbia sappiamo che erano costanti e unanimi nella preghiera : "Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C`erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui." Dagli Atti degli Apostoli 1, 14-15.





Quest’altro brano degli Atti degli Apostoli ci conferma quanto sia importante la preghiera : «Cornelio allora rispose: "Quattro giorni or sono, verso quest`ora, stavo recitando la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in splendida veste e mi disse: Cornelio, sono state esaudite le tue preghiere e ricordate le tue elemosine davanti a Dio. Manda dunque a Giaffa e fà venire Simone chiamato anche Pietro; egli è ospite nella casa di Simone il conciatore, vicino al mare.» Cap 10, 30-32. Cornelio è un "Gentile" cioè un pagano, ma nonostante questo gli appare un angelo di Dio che gli conferma le grazie ottenute e gli dà le indicazioni affinché possa rintracciare Pietro il quale lo farà entrare a tutti gli effetti ed ufficialmente, tramite il battesimo in Acqua e Spirito, fra il popolo di Dio.





Negli Atti degli Apostoli 12, 5 è chiara quanto sia importante la preghiera per il prossimo. In questo caso si tratta di San Pietro. "Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui." Successivamente San Pietro venne liberato dalla prigione tramite l’intervento di un angelo di Dio che lo coprì con un mantello nascondendolo agli occhi di tutti i suoi carcerieri.





Atti 16, 25-32 "Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. D`improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte della prigione, tirò fuori la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò forte: "Non farti del male, siamo tutti qui". Quegli allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: "Signori, cosa devo fare per esser salvato?". Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia".




 E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi;" Questo brano di cui sono protagonisti San Paolo e Sila ci mostra quanto sia importante la preghiera nei momenti disperati. Non solo i due vengono liberati, ma la loro incessante preghiera converte i compagni di carcere ed il carceriere con tutta la sua famiglia. Il brano ci dice che innalzavano inni a Dio e che i carcerati stavano ad ascoltarli, inoltre gli stessi non fuggono dopo il terremoto in quanto il carceriere voleva suicidarsi ma San Paolo gli impedisce questo atto informandolo che sono tutti presenti.



La preghiera è importante è un fondamento della fede e del colloquio con Dio.



Per tanto possiamo concludere con le parole di San Paolo dalle lettere agli Efesini 3, 14 e seguenti : "Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell`uomo interiore.




 Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l`ampiezza, la lunghezza, l`altezza e la profondità, e conoscere l`amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen".
                                                  

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